C’era una volta la danza attorno al fuoco. Gli esseri umani, dopo la caccia, pregavano in questo modo l’universo. Era un rito necessario per quelle creature, che sentivano di dover in qualche modo scontare alla natura un debito, quello di essersi affrancate dalla condizione di prede.

 

Uccidere attraverso caccia era ancora qualcosa di oscuro, che certamente comportava qualcosa che cessava di essere visibile. Ecco che nasceva il regno dell’invisibile, un luogo pullulante di presenze con cui si dialogava attraverso il rituale. Diventando predatore, l’essere umano si costruiva fauci e artigli con lance e frecce.

 

Incline alla mimesis (abilità imitativa) del sé e dell’altro da sé, l’essere umano aveva modificato la sua natura in qualcosa di dinamico, in costante trasformazione. L’essere umano era predatore e preda. Ma il fare come se fosse l’altro -umano o animale- gli aveva concesso anche una compartecipazione con ciò che uccideva. Da qui sarebbe nata l’esigenza del rituale. Da qui sarebbe nata la danza.

 

Su questa riflessione ho scritto un libro, si chiama La danza di Eros e Thanatos e lo puoi ordinare comodamente su Amazon.

 

Questo libro racconta l’importanza della mimesis durante l’evoluzione del genere umano. Da qui nasce anche la funzione educativa e pedagogica delle arti. Questo libro promuovere l’arte come forma educativa in grado salvaguardare la libertà d’espressione di ciascun essere umano. Per questo parlo di una pedagogia queer.

 

I giorni del cacciatore attorno al fuoco sono ancora nelle nostre cellule. Quando il cielo era colmo di stelle, l’organismo umano era fatto di storie e ritmi attorno al fuoco. Quei giorni sono ancora nelle nostre memorie. Il metodo FÜYA che ho creato ricerca in questo modo il corpo alchemico.

 

Ogni martedì, a Vicenza, guido il mio corso per una danza alchemica e, nel corso dell’anno, viaggio per condividere la mia ricerca tramite performance, workshop e incontri di approfondimento. Scopri il calendario dei prossimi eventi e corsi.

 

Lo studio del corpo mi ha portato a creare una metodologia che ne studiasse le potenzialità. Così ho suddiviso il corpo alchemico in quattro corpi, che utilizzo come guida per il mio metodo pedagogico:

  • il corpo fisico concentra l’organismo, sangue e ossa, a focalizzarsi sulla propria carne;
  • il corpo emotivo si concentra sul ventaglio di connessioni che muovono e commuovono l’organismo alla partecipazione di ciò che sta fuori tramite i propri umori interni;
  • il corpo spirituale si sforza di spogliarsi dalla veste umana per divenire altro da sé (un albero, una montagna, una goccia d’acqua, un computer, una lucciola);
  • il corpo remoto riconosce l’importanza di ciò che non esiste più, di ciò che è lontano, dall’altra parte del mondo oppure di ciò che non è mai esistito.

 

Il libero gioco di questi quattro corpi nella danza è rappresentato dal corpo alchemico, in grado di unire le distinzioni, le armonie e le disarmonie e di trasformare il tutto in qualcosa di altro e di più grande della somma delle proprie parti.

 

Queste sono le fondamenta del metodo FÜYA, un metodo basato sugli equilibri dell’organismo umano e sulla teoria dei 5 corpi. Un approccio pedagogico cinestesico che mira a insegnare la nonviolenza tramite lo sviluppo di queste qualità del corpo dell’essere umano.

"Sensing vertebra by vertebra. Art is a vulnerable hunt."

Comments

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

error: Content is protected !!