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foto di Damiano Fina viaggio in Giappone

Il mio viaggio a Kyoto e Nara è durato tre giorni e quattro notti. Secondo me questo è il tempo ideale per visitare i posti principali di queste città, ma ci sono così tanti templi da poter scovare che il viaggio si potrebbe prolungare all’infinito!

 

Andare al museo di Kyoto e trovare il cinema

Il primo pomeriggio mi sono precipitato al museo della città, aspettandomi una bella collezione di arte tradizionale giapponese e trovando praticamente il nulla. L’aspetto positivo della visita è stata una splendida mostra temporanea sul lavoro di Otto Nebel e… il cinema!

Ebbene sì, nel museo di Kyoto c’è un cinema che proietta film d’autore la cui visione è compresa nel biglietto cumulativo! Io ho avuto il piacere di vedere un bellissimo film in lingua estone con sottotitoli in giapponese. Non ho capito assolutamente nulla dei testi, ma è stata un’esperienza fantastica! Il titolo del film è Minu näoga onu (The Man Who Looks Like Me).

 

Orto Botanico di Kyoto, Kinkaku-ji (Padiglione d’Oro) e Mercato di Ninshiki

Il primo giorno ho camminato più di 20 km (come gli altri tre giorni, d’altronde). Per prima cosa mi sono recato all’Orto Botanico di Kyoto. In ogni città che visito mi piace cominciare il mio tour dall’orto botanico.

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Orto Bonatico di Kyoto

Il Kinkaku-ji è il celebre padiglione d’oro, costruito nel 1397 come villa per lo Shōgun Ashikaga Yoshimitsu. Il posto è sempre affollato di turisti, ma il giardino custodisce dei preziosi angoli in cui è possibile sedersi in solitudine e contemplare il giardino zen. Ho avuto il piacere di osservare il dialogo tra un monaco e il capo-giardiniere che stavano studiando il modo migliore per potare la vegetazione del parco. Ecco le mie foto!

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Kyoto: Padiglione d’Oro

Ho terminato la giornata nel famoso mercato di Ninshiki, camminando, ma è possibile raggiungerlo facilmente dalla fermata Shijo della metro. Qui ho avuto la fortuna di scovare un negozio di kimono davvero speciale.

Verso l’entrata est del mercato si può notare, tra le tante vetrine di prelibatezze da mangiare, un piccolo stendino di haori. Dall’entrata di un negozio di alimentari si accede al negozio di kimono, tenuto perfettamente in ordine da una signora di gran classe.

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Kyoto: Ingresso di un Tempio

Qui è possibile trovare kimono e haori per uomo, donna e bambino con prezzi veramente interessanti. Tutti i capi del negozio sono fatti a mano e realizzati con tessuti antichi giapponesi. Non ho potuto resistere e, tra i vari acquisti, ho trovato un kimono speciale che vestirò durante la performance Radiance che presenterò al Festival di Parigi En Chair Et En Son 2018.

 

Una giornata ad Harashiyama: foresta di bambù e giardini giapponesi nascosti

Arashiyama è la zona di Kyoto famosa per la sua foresta di bambù, sempre carica di turisti. Qui, tuttavia, ho visitato i giardini più belli della mia visita in Giappone. Per prima cosa sono entrato nel celebre giardino del Tempio Tenryu-ji, sito Pratrimonio dell’UNESCO. Un posto incantato, bastano le foto a raccontarlo!

Ma il mio giardino preferito in assoluto è Okochi-Sanso Garden, la villa privata di del famoso attore Okochi Denjiro (1898-1962). Nonostante sia esattamente al termine del viale di bambù più fotografato di Arashiyama, questo giardino è poco popolato da turisti, probabilmente per il biglietto d’ingresso a 1000 Yen. Ma ne vale la pena!

All’ingresso viene servito del tè con un dolcetto. Il percorso del parco è guidato, ma riserva un sacco di sorprese. Come da tradizione, il percorso si sviluppa tra aree di fitta foresta di arbusti raffinati, aree in cui lo sguardo si libra verso paesaggi lontani e aree in cui il giardino crea piccoli microcosmi armoniosi. Un’esperienza da fare!

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Kyoto: Arashiyama

Al termine del percorso, un po’ nascosta, c’è una scala che porta ad una casetta di legno. Lo spazio è accessibile togliendosi le scarpe in ingresso e mantenendo il silenzio. All’interno ci si può affacciare su un grazioso giardino zen e rimanere in contemplazione. È anche possibile sedersi su alcuni tavolini e ricopiare sutra o scrivere le proprie ispirazioni. Ecco le mie foto.

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Kyoto: Arashiyama

 

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Kyoto: Arashiyama

 

Nara, Fushimi Inari Taisha e Kyomizu: il cervo, la volpe e il drago

Il parco di Nara è invaso dai cervi, il tempio Fushimi Inari Taisha è dedicato alla mitologica figura della kitsune e il celebre Kyomizu Temple si presenta con una bellissima statua di drago all’ingresso. Tre templi famosi, ciascuno accompagnato da un animale sacro.

Kyoto è indubbiamente la città dei templi. Qui, come mi era successo nelle tappe principali del Kumano Kodo, la spiritualità deve fare i conti con il turismo di massa e il merchandising. Ciascuno può concentrarsi sull’aspetto che preferisce, certo che sono luoghi così grandi che è facilmente possibile scovare qualche posto un po’ isolato in cui potersi raccogliere in meditazione.

Kyoto: Fushimi Inari Taisha

 

Il tempio dall’altra parte del fiume

Una menzione speciale va al tempio Daihikaku Senkoji, quello dall’altra parte del fiume. Mentre ero nel giardino Okochi-Sanso, avevo notato dall’altra sponda una struttura molto colorata. Solamente dopo ho capito che si trattava del tempio Daihikaku Senkoji.

Scendendo dal parco, verso l’altra sponda del fiume, in circa venti minuti si arriva presso questo tempio che, per la posizione geografica, è meno visitato verso gli altri templi della zona e ha mantenuto una speciale atmosfera di autenticità.

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Kyoto: Daihikaku Senkoji

Qui non troverai il solito merchadising, ma solo qualche cartello che ti ricorda che l’offerta di 400 Yen all’ingresso è l’unica fonte di sostentamento del tempio. Quindi si è pregati di non dimenticarsi di pagare all’entrata.

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Kyoto: Daihikaku Senkoji

Ho trovato un giovane monaco, pressappoco della mia età, che mi ha invitato a sedermi all’interno del tempio, dove c’è una splendida terrazza che si affaccia sulla foresta e sulla veduta di Kyoto. All’interno ho trovato moltissimi testi da consultare, stampe e immagini da contemplare e, volendo, da portarsi via. Ecco le mie foto.

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Kyoto: Daihikaku Senkoji

"Sensing vertebra by vertebra. Art is a vulnerable hunt."

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