Pedagogia Queer

La ricerca di Damiano Fina per una Pedagogia Queer è focalizzata sul libro "La danza di Eros e Thanatos per una Pedagogia Queer".

Un libro dedicato alla pedagogia queer

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Lo scopo di questo libro è fondare le basi metodologiche per una pedagogia che si assuma il compito di porre in evidenza la sacralità dell’espressione di tutti gli organismi.

Il saggio La Danza di Eros e Thanatos per una Pedagogia Queer evidenzia, in particolare, la violenza con la quale la società in cui viviamo impedisce una libera espressione a determinate condizioni esistenziali, che non dispongono delle categorie di riferimento per essere riconosciute e per riconoscersi così come sono.

"Queer": un termine di difficile definizione

Ci sono almeno tre modi diversi di intendere il termine “queer” all’interno degli Studi di Genere.

Primo, il termine viene utilizzato come ombrello “confortevole” per comprendere tutte le forme di sessualità che si distinguono dalla norma eterosessuale, ovvero tutte le categorie e sottocategorie comprese nell’acronimo LGBTIA.

Secondo, “queer” diventa una categoria riconosciuta all’interno della sigla LGBTQIA, confondendosi tra le altre e utilizzata per comprendere quelle forme sessuali che non si riconoscono nelle definizioni comprese all’interno dell’acronimo.

Terzo, “queer” viene utilizzato come termine rivoluzionario, che si rifiuta di indicare categorie e ruoli, includendo all’interno della propria riflessione tutte le espressioni sessuali (eterosessualità compresa), non limitandosi solo alla non-differenziazione degli orientamenti sessuali, ma mettendo in discussione l’identità di genere (uomo/donna), l’espressione di genere (maschile/femminile) e il sesso biologico (maschio/femmina).

Nel libro La Danza di Eros e Thanatos per una Pedagogia Queer si fà riferimento a questo terzo modo d’intendere il termine, che rifiuta i tentativi di normalizzare l’espressione umana circa il genere e il sesso.

Essere queer significa pensare e agire queer

Essere queer è una scelta radicale, con un portato rivoluzionario, che si rifiuta di accettare le norme che regolano il mondo umano così come sono, sempre pronto a mettere in discussione l’utilizzo del linguaggio stesso.

La teoria queer è inclusiva e non esclusiva. Essere queer significa voler essere accettati così come si è e non per come gli altri vorrebbero che si fosse.

Quale compito può prefissarsi una pedagogia queer all’interno di questo panorama? Ho rivolto questa domanda, prima ancora che alla filosofia, all'arte, da sempre la mia prima interlocutrice.

Butoh: una danza queer

Nel mio indagare l'argomento "queer", l'attenzione si è naturalmente rivolta alla danza butoh. Per Sondra Fraleigh, la principale critica di questa forma artistica, si tratta di una danza scioccante e provocatoria, in grado di scombussolare le tradizionali distinzioni di genere e le differenze tra est e ovest del mondo nel suo uso della musica e dei costumi.

La danza butoh viene definita dai suoi fondatori come la danza proibita. Nasce per essere sovversiva, catartica e liberatoria. La danza butoh mette in scena un’estetica androgina e integra un movimento nel quale Eros e Thanatos sono gli elementi fondamentali. Grazie a questa attitudine, la danza butoh si dimostra particolarmente interessante per una pedagogia queer.

Per queste ragioni ho intitolato questo libro La Danza di Eros e Thanatos per una Pedagogia Queer.

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