Queer Claim

Introducendo una Pedagogia Queer

La sessualità è peculiare. Oggi è necessario rifiutare la violenza delle convenzioni. Essere queer significa rompere le categorie prestabilite per il sesso e per il genere. A questo manifesto non interessano le abitudini. Non esiste uno stereotipo etero, gay, lesbico, trans, bisessuale o queer. Il sesso e il genere risiedono in te, nei tuoi sentimenti, nella tua storia, nella tua spiritualità, oltre che nei legami che intessono con la società. Tu sei tu, nella tua originalità espressiva.

Ognuno ha la sua storia, i suoi sentimenti, la sua visione del mondo e ciascuno ha la sua esperienza del mondo. Per evitare la violenza sociale nell’identificazione con categorie che non calzano comodamente al sentire degli organismi umani, il sesso e il genere devono essere liberati dai preconcetti. È necessario abbracciare l’unicità della vita. Fare sesso è come pregare. Puoi considerarti Cristiano, ma nel profondo del tuo organismo fabbrichi la tua stessa religione. È tempo di reclamare un profondo anticonformismo riguardo al sesso e al genere. Mi auguro che un giorno smetteremo di chiamare ogni cosa con il nome giusto. Non ci sono definizioni univoche.

Siamo tutti unici e irripetibili, ogni organismo dovrebbe avere una propria descrizione, che è sempre in trasformazione e mutamento. È necessario rompere le distinzioni tra sesso, genere e sessualità. Siamo tutti organismi umani. Etero, gay, lesbica, bisessuale, transessuale sono parole pericolose, che stanno costruendo sempre più muri. Con queste definizioni manteniamo una società di stampo patriarcale e creiamo nuove gerarchie nel sistema sociale. L’eterosessualità dipende dall’omosessualità per definire i suoi stessi limiti, questa non è una novità.

Per evitare che la produzione di nuove definizioni continui ad alimentare questo sistema di nomenclature è necessario parlare in modo più complesso e comprensivo di ciò che è mascolino e femminino. Non si tratta di creare un nuovo dualismo, ma di riconoscere che le parole e le definizioni sono sempre parziali e in mezzo ci sono mille sfumature. Siamo legati al mondo in cui viviamo perché siamo degli organismi viventi. Fabbrichiamo il nostro contesto e il contesto a sua volta fabbrica noi. Ciò che definiamo mascolino e femminino sono costrutti sociali e culturali, non sono entità stabili, ma in continua trasformazione. Lo stesso vale per il sesso e il genere.

Il corpo ha un ruolo fondamentale in tutto questo. Il corpo è il luogo nel quale si manifestano le caratteristiche dell’organismo. Non è solo una questione d’espressione, ma questo fatto riguarda l’identità fluida dell’organismo. Con il nostro corpo siamo sempre esposti all’ambiente circostante. Lo sguardo degli altri, il nostro sguardo interiore, le voci dei nostri antenati, le nostre memorie e le nostre aspettative. Tutti questi elementi sono costantemente negoziati. Non si tratta solamente di un dialogo pubblico-privato, ma coinvolge la nostra specie e l’atmosfera che ci circonda. Non c’è un corpo, ma ci sono i corpi. Corpi caratteristici e originali, in continua trasformazione.

Una ricerca su Danza Butoh e Pedagogia Queer

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