Tutto è in trasformazione

La Pedagogia Queer è un metodo artistico basato sulla ricerca di Damiano Fina che interconnette danza butoh, teorie queer, studi di genere e performance art. Il libro "La danza di Eros e Thanatos per una Pedagogia Queer" è stato pubblicato nel 2018. L'ambizione di questo metodo è di creare un ambiente guidato e protetto nel quale l'organismo umano possa sperimentare il proprio incessante desiderio di trasformazione. La Pedagogia Queer si fonda sul rituale, il luogo ideale per la libertà d'espressione.

Pedagogia Queer

L'ESSENZA TRASFORMATIVA DELL'ESISTENZA

La Pedagogia Queer nasce dall’incontro tra la mia ricerca artistica e le teorie di genere. L’obiettivo laboratoriale è creare le condizioni tali per cui la pratica desiderante di trasformazione propria dell’organismo umano si realizzi in un contesto guidato e protetto. La Pedagogia Queer fonda nel rituale il contesto ideale per la libertà d’espressione.

Il desiderio di trasformazione è nell’organismo umano sin dalla sua nascita. La Pedagogia Queer assume nella propria metodologia la necessità umana di sperimentarsi attraverso la metamorfosi e la mimesis. Attraverso il rituale l’organismo umano aspira a tornare da dove è venuto e trova la possibilità di connettere la dimensione profana con la dimensione sacra dell’esistenza.

In questa dimensione rituale si pongono le basi -pedagogiche, estetiche ed etiche- per l’affermazione di una dignità esistenziale dell’essere umano, in grado di prendere coscienza di sé attraverso il libero gioco della propria espressione. Leggi il libro La danza di Eros e Thanatos per una Pedagogia Queer.

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Laboratorio di Pedagogia Queer

La nostra libertà d’espressione è sacra, per questo dobbiamo coltivarla.

Il laboratorio di Pedagogia Queer è un’esperienza dedicata alla libertà di movimento e al nostro innato desiderio di trasformazione.

Pensaci per un attimo, quando eravamo piccoli ci trasformavamo in fate, draghi, nuvole, robot, unicorni… Quanto era divertente? Oggi dobbiamo riscoprirlo per ritrovare la nostra libertà. Ma c’è di più. Trasformandoci ci rinnoviamo, ci stupiamo delle nostre sfumature e ci ritroviamo.

Tre laboratori di Pedagogia Queer, per tre diverse esigenze. Ogni incontro è dedicato alla riscoperta della metamorfosi nel rituale. Queste sessioni nascono per stimolare l’interazione con il proprio corpo e l’ambiente circostante senza fare leva su distinzioni di genere e sesso, anzi, promuovendo il desiderio trasformativo dell’organismo.

DI SOSTEGNO
DI SOSTEGNO

Il laboratorio di sostegno di Pedagogia Queer è pensato per affiancare nel proprio percorso, introducendo i partecipanti alla pratica del viaggio trasformativo all’interno di un lavoro di gruppo. Il programma si struttura, pertanto, in un contesto protetto e guidato in cui la libertà d’espressione viene valorizzata in quanto pratica in grado di retroagire sul benessere complessivo dell’organismo. Tale laboratorio è da considerarsi a sostegno di un percorso di ricerca personale e potrà affiancarsi a percorsi guidati da altri professionisti.

OPEN
OPEN

Il laboratorio open di Pedagogia Queer è pensato per chiunque abbia il desiderio di sperimentare, attraverso il movimento e il lavoro con il corpo, la metamorfosi. È pensato per introdurre i partecipanti alla pratica del viaggio trasformativo, con lo scopo principale di riconnettere l’esperienza della vita quotidiana con la dimensione del rituale. Il programma si struttura in un contesto protetto e guidato in cui la libertà d’espressione viene valorizzata in quanto pratica in grado di retroagire sul benessere complessivo dell’organismo.

PER ARTISTI
PER ARTISTI

Il laboratorio per artisti di Pedagogia Queer è pensato per chi ha già intrapreso un percorso di lavoro con il corpo o abbia già frequentato il laboratorio open. È pensato per approfondire la pratica del viaggio trasformativo e la dimensione del rituale attraverso un programma di creazione e ricreazione dell’esperienza. Il laboratorio per artisti enfatizza il desiderio trasformativo dell’organismo umano e promuove la creatività dei partecipanti, diventando utile per chi è interessato ad sperimentare o affinare i propri strumenti performativi.