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The jump. Ethics and design of storytelling experiences. Telling stories is a natural affection of human being, that we develop from childhood untill death. Imagination is the jump of our human nature, beyond our everyday experience. The term “storytelling” is frequently used in economics in order to indentify a particular marketing area, that is not only careful to the strategic use of stories, but also builds exclusive consumer experiences. So stories can wallow customary or reflective habits. The essay applies the studies of John Dewey, Wolfgang Iser, Denis Dutton and Brian Boyd in order into transmedia storytelling theory, analyzing not only Fine Arts and Art Exhibitions, but also the movie “The Truman Show” and the TV Serie “Supernatural”.

Raccontare storie è un’affezione universale della nostra natura, si sviluppa spontaneamente nell’infanzia e ci accompagna nel corso di tutta la nostra vita. Il saggio s’inserisce in un dibattito presente nella letteratura filosofica anglofona più recente circa gli studi sul fictionalizing -per la prima volta considerato nel panorama italiano- che afferma la natura biologica ed evolutiva della narrazione per l’organismo umano. L’argomentazione del libro fonde teoria letteraria, estetica e marketing per fertilizzare l’attuale dibattito sullo storytelling management.

Parafrasando Art as Experience di John Dewey, il bisogno di ciascun organismo coincide con una mancanza nell’adattamento al mondo.

Se il vuoto fra circostante ed essere vivente è troppo vasto, quest’ultimo muore. La vita scaturisce da una momentanea mancanza di equilibrio, che mette in moto le energie di ambiente e organismo nel raggiungimento di una nuova euritmia.

Si tratta proprio di un ritmo in cui l’emozione è veicolo di cambiamento, in quanto emersione improvvisa dall’esperienza. Quando questa emozione si lega a un’idea e all’azione su un materiale che diventa medium, allora si produce un’espressione e un’emozione propriamente estetica. Ciò che definiamo arte coincide con la trasformazione di queste energie in gioco in una nuova relazione emotiva. Questo è Lo Slancio che viene riassunto dal titolo del presente libro. Si considera fondamentale riportare il dibattito sullo storytelling al centro dell’esperienza e smettere di appellarsi a un’etica–ex–machina, fondando alcuni fertili criteri di discrimine delle esperienze di volta in volta analizzate.

Dalle proto-conversazioni delle madri con i neonati, fino alle attività artistiche e sociali, l’umanità istintivamente continua ad amplificare le proprie esperienze con il mondo utilizzando le narrazioni e l’immaginazione. Inoltre, anche nelle società in cui l’arte è diventata individuale e professionale, le ricadute cui ambisce rimangono strettamente sociali. Ciò che rende arte un ready-made di Duchamp non è solamente la firma dell’artista, oppure il piedistallo su cui viene posto, quanto anche la peculiare attenzione che catalizza verso di sé. La fiction può essere considerata una forma d’arte, ma oggi le narrazioni vengono utilizzate anche dal marketing all’interno delle strategie volte a catturare l’attenzione dei consumatori sugli interessi dei propri business. La parola “storytelling” è frequentemente utilizzata in ambito economico per identificare un particolare settore del marketing, attento non solo all’utilizzo delle narrazioni, ma anche alle dinamiche che lo rendono uno strumento particolarmente efficace per la comunicazione dei valori aziendali, dei prodotti e servizi che offrono al mercato e, più in generale, per la costruzione strategica di esperienze di consumo.

 Leggi il libro qui.

"Sensing vertebra by vertebra. Art is a vulnerable hunt."

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