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Qual è il ruolo delle emozioni nella natura umana?

Il nostro organismo, sin dal primo vagito, vive in relazione con il proprio contesto. Dal momento in cui iniziamo a calciare nella pancia della mamma e piangiamo quando attiviamo la prima meccanica ventilatoria, dimostriamo un originario orientamento all’espressione della sensazione di piacere o dispiacere, attrazione o ripulso, accoglienza o minaccia che proviamo nel corso dell’esperienza che facciamo con il mondo.

Il nostro mondo interiore è in relazione con il mondo esteriore e viceversa. L’esistenza, quindi, si fonda su un principio di costante scambio tra il nostro organismo e il mondo. In tutto questo, le emozioni sono il timone che ci orienta nel mondo.

Facciamo un esempio: immaginiamo il dialogo a cena tra marito e moglie dopo una lunga giornata di lavoro. Non è difficile riconoscere il variare delle emozioni nella conversazione a seconda dell’argomento affrontato. Dal racconto della giornata trascorsa, al dibattito sulla cronaca in televisione; dalla contrattazione per le faccende domestiche, ai progetti per le vacanze estive. Le emozioni cambiano costantemente a seconda dell’intonazione della voce, dei gesti del corpo e degli umori man mano sollecitati, orchestrando la prosecuzione o l’interruzione del dialogo.

Le emozioni sono il timone che ci orienta nell’esperienza

Le emozioni, secondo John Dewey, sono criteri di discrimine fra le energie esistenti, che coordinano e sviluppano le qualità estetiche di cui abbiamo costante esperienza. Le emozioni comportano, quindi, una presa di coscienza che rende consapevole la partecipazione dell’organismo con la vita e la natura circostanti. Poiché appartenente a una relazione, a un’esperienza, esse non sono qualcosa di soggettivo, bensì sono qualità del ritmo dell’interazione.

Secondo la prospettiva del filosofo americano, dunque, l’organismo emerge nell’esperienza quando vive una responsabilità su ciò che fa, in risposta anche a istanze sociali e non solo naturali. Le emozioni a loro volta sono soggette a trasformazioni nel corso dell’esperienza, determinandosi e determinando nuove esperienze.

Emozione ed esperienza

Parafrasando Art as Experience, il bisogno di ciascun organismo coincide con una mancanza nell’adattamento al mondo. Se il vuoto fra circostante ed essere vivente è troppo vasto, quest’ultimo muore. Ma la vita scaturisce da una momentanea mancanza di equilibrio, che mette in moto le energie di ambiente e organismo nel raggiungimento di una nuova euritmia.

Si tratta proprio di un ritmo in cui l’emozione è veicolo di cambiamento, in quanto emersione improvvisa dall’esperienza. Quando questa emozione si lega a un’idea e all’azione su un materiale che diventa medium, allora si produce un’espressione e un’emozione propriamente estetica. Ciò che definiamo arte coincide con la trasformazione di queste energie in gioco in una nuova relazione emotiva. Uno slancio.

Il metodo FÜYA guarda con interesse a questo tipo di esperienza, in cui l’emozione non è un’emersione dalla routine quotidiana fine a se stessa, ma diventa lo stimolo per rompere quella routine e creare una novità nei nostri soliti abiti di comportamento.

*Testo tratto dal libro Fina D., Lo Slancio. Etica e Design delle Esperienze di Storytelling, Lulu, 2015.

"Sensing vertebra by vertebra. Art is a vulnerable hunt."

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