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FÜYA è un metodo basato sull’esperienza. Nella formulazione del vocabolario per la costruzione di questo metodo artistico sono ampiamente debitore del pensiero filosofico di John Dewey e, in particolare, dei suoi testi Art as Experience e Human Nature and Conduct. Al fine di condividere la mia ricerca sul web ho deciso di curare questo blog con una serie di approfondimenti sull’Integral Body Method e il pensiero sottinteso allo sviluppo del metodo in studio e in natura. In questo breve articolo cercherò di sintetizzare cosa significa “esperienza” per FÜYA.

Cos’è l’esperienza? Come si rapporta l’organismo umano con il circostante?

Queste sono alcune delle domande alle quali il filosofo americano John Dewey ha dedicato alcuni suoi scritti a cavallo fra il XIX e il XX secolo. Dal momento che “nessun organismo vive sotto la propria pelle”, ma i suoi organi sono fatti per connettersi con l’ambiente circostante, per John Dewey la nostra esperienza del mondo spande naturalmente in una moltitudine d’interazioni.

Alcune volte percepiamo le nostre esperienze come confortanti, altre volte come minacciose e ostili. Questo continuum esperienziale qualifica esteticamente il nostro vivere quotidiano e dona al nostro sentire una qualità che riusciamo immediatamente a percepire come “sana o malsana” per il nostro organismo. Dato che nell’esperienza è coinvolta la nostra capacità di sentire, per John Dewey l’esperienza è estetica.

L’esperienza viene definita “estetica” perché nell’etimologia greca del termine αἴσθησις significa “percezione, sensibilità”. L’esperienza coinvolge la nostra capacità di comunicare, condividere e partecipare, qualificando il rapporto fra il nostro organismo e il mondo.

L’esperienza è un continuum perché non si arresta mai. Infatti, il nostro organismo non vive sotto la sua pelle, ma è fatto per essere costantemente in relazione con tutto ciò che sta all’interno e all’esterno del suo corpo. Abbracciando questa visione, l’ambiente in cui viviamo viene a costituirsi come un insieme creativo, qualitativamente pregno, di accadimenti, relazioni e storie, che s’incorporano anche nelle cose. Gli organismi umani sono parte di queste “cose”.

Il ritmo dell’esperienza

“La vita s’illumina nel momento in cui uno sbandamento transitorio consente il movimento verso un più fertile equilibrio fra le energie dell’organismo e quelle delle condizioni in cui esso vive”, si tratta di un ritmo combattuto di emozioni a volte nebulose, altre volte iridescenti.

L’esperienza che facciamo del mondo non è sempre uguale. Alcune volte il nostro rapporto con il mondo ha una qualità opaca e prosegue con una routine più o meno stabilita; altre volte, invece, l’esperienza si fa vivida e prende risalto rispetto al nostro continuum esperienziale.

In un accordo musicale, sui colori di una tela, tra le pagine di un libro, nella trama oltre una pellicola, nei gesti sul palcoscenico, davanti a un tramonto, fra le braccia dell’amante, tra le papille gustative e la forchetta, alla nascita di un bambino, una qualità estetica illumina la relazione tra organismo e mondo. Il Metodo FÜYA si basa sull’attivazione di questo tipo di esperienze.

Leggi di più su “il ruolo delle emozioni nell’esperienza“.

*Testo tratto dal libro Fina D., Lo Slancio. Etica e Design delle Esperienze di Storytelling, Lulu, 2015.

"Sensing vertebra by vertebra. Art is a vulnerable hunt."

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