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l’anoressia sociale

Nel tempo lavorativo, nel tempo libero, nel tempo degli affetti viviamo pochi, scarni gesti. Una stretta di mano, un abbraccio, un bacio, la nostra camminata e la nostra postura rivelano le costole di rituali denutriti. Questa è l’anoressia emotiva del nostro tempo. Sotto la pelle sottile di questi automatici movimenti si vedono le ossa della società. All’apparenza tutto è superficie e non si vedono che ossa vuote. Da questa consapevolezza comincia il labor limae del linguaggio performativo. Cosa si può dire di questa umanità oltre alla superficie?

Quali ossa si celano dietro alle ossa?

Oltre alle ossa ci sono organi dormienti. Bones of bones scava oltre alle ossa per riscoprire e riattivare la circolazione sanguigna, per riattivare pancreas, meccanica ventilatoria, movimenti intestinali, battito cardiaco, impulsi cerebrali, tono muscolare, sensibilità cutanea. Dalle profondità, dalle viscere, il sangue e il sentire tornano alle ossa, al movimento. La performance non prende paura di fronte alla superficie, l’abbraccia, ne sprofonda all’interno, la perfora e ne sventra il senso, restituendo una nuova immagine di ossa. Dalla superficialità si manifesta così l’essenza, il montaliano osso di seppia. L’intenzione è assodare un metodo di visione del mondo: the art hug method. Bones of bones s’immerge all’interno della critica sulle relazioni sociali a partire da un cliché dell’immaginario collettivo, l’anoressia, incarnato dal corpo dell’artista e sondato in profondità fino alla sua ricostruzione poetica. Il processo performativo si compie attraverso una trasformazione alchemica che fonde l’intenzione filosofica e artistica con l’utilizzo del corpo e la vivida relazione con i dibattiti scientifici, morali, estetici ed emotivi del nostro mondo. Il corpo emaciato del performer si mostra nella sua immobile ossatura, ma progressivamente il movimento e l’espressività riportano sangue ed emozioni alle ossa. Grazia. Bones of bones compone una dialettica dalla superficie alla profondità, che si risolve visivamente ed emotivamente nelle intime relazioni con la storia dell’artista e con il circostante.

2015 Bones of Bones. Performance by Damiano Fina. 7th March 2015, site specific. Brenta Natural Park, Padova. Photo by Felicity Zaccaria. Editing by Damiano Fina.













"Sensing vertebra by vertebra. Art is a vulnerable hunt."

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