Aleksandr Rodčenko photography

Aleksandr Rodčenko (1891-1956). Dal 1910 al 1914 studia presso la Scuola d’Arte di Kazan, conoscendo la moglie Varvara Stepanova (figura 1), con cui collaborerà spesso durante la propria carriera, anche per il teatro. Noto principalmente come fotografo, è professore allo VCHUTEMAS /VCHUTEIN dal 1920 al 1930, fondando la prima scuola russa di design industriale nella lavorazione dei metalli. VCHUTEMAS è l’acronimo per Atelier Superiore d’Arte e Tecnica, una scuola attiva dal 1920 al 1930, proprio nel momento di formazione del design in Russia. Nel 1925 progetta il “Club operaio” per il padiglione russo all’Esposizione Universale di Parigi, inoltre progetta delle campagne pubblicitarie culturali con Majakovskij. Nel 1930 si ritira dalla vita pubblica dopo aver fondato il gruppo di fotografia “Ottobre”, a causa della dimensione politica che costringe al silenzio la maggior parte degli artisti d’avanguardia.

 

Aleksandr Rodčenko photographyLa fotografia dello scorcio

La parola d’ordine dopo la Rivoluzione del 1918 era rifare tutto: fare in modo che tutto diventi nuovo, per Malevič significava costruire creativamente, lasciandosi alle spalle terra bruciata. Nella fervente agitazione culturale del primo decennio dopo la rivoluzione del 1928, la fotografia è, per Rodčenko, un’arma di agitazione. In un’annotazione autobiografica alla fine degli anni Trenta, il professore dello VCHUTEMAS afferma che il compito di questa forma artistica è di «far vedere il mondo che ancora non è si è imparato a vedere da nuovi punti di vista, in nuovi scorci, in nuove forme». Scrive ancora nel 1928 «Solo un ignorante può pensare che i punti di vista appartengano a una persona sola».

Avanguardie e fotografia in Russia

Aleksandr Rodčenko photography

La sua fotografia non tanto ricerca l’effetto, quanto piuttosto il coinvolgimento dello spettatore. Quanto di più contemporaneo?

Contemporaneamente alla nascita delle avanguardie degli anni ’20, erano stati nazionalizzati i musei e le collezioni private, il mecenatismo era scomparso, assieme all’Accademia delle Arti. Gli artisti d’avanguardia occuparono i ruoli di guida nella gestione della cultura artistica, Tatlin divenne direttore del Comitato Artistico di Mosca, Kandinskij prima e Malevič poi furono direttori dell’Istituto di Cultura Artistica, che si occupava di problemi metodologici.

Fotografia produttivista

Il Costruttivismo si occupò della creazione di beni necessari all’umanità, della costruzione della vita. L’arte doveva rifabbricare la realtà, non abbellirla o imitarla. Su questa direzione l’arte era un lavoro collettivo, a partire da una ricerca fondata sulla tabula rasa delle tradizioni culturali precedenti.

Presero forza le forme geometriche astratte e razionali. La democratizzazione dell’arte trovava terreno fertile nei progetti di propaganda rivoluzionaria. C’era una forte volontà di fare con i materiali, edificare, fabbricare un mondo nuovo, che giunse infine a un tentativo totale di estetizzazione della vita, un’utopia volta a cancellare la divisione pubblico-privato.

In risposta a questi risultati, Stepanova e Rodčenko redigono nel 1922 il Programma dei Produttivisti. Una concezione totalizzante della produzione, intesa come creazione. Tutte le arti in un’unità. Fotomontaggio, tipografia, progetti architettonici, moda, design, oggetti, scenografia sarebbero state forme accessibili e partecipabili alle masse.

Aleksandr Rodčenko photography

Aleksandr Rodčenko photographyRodčenko e la street photography

L’originalità del suo repertorio si deve soprattutto agli scorci architettonici, che costruiscono prototipi cari anche all’astrattismo pittorico, portando agli stati di partenza/origine dei materiali indagati. Il suo grande insegnamento sta nel vedere da altri punti di vista il mondo, notandone la complessità e la ricchezza nelle interazioni con il circostante.

Il fatto e la documentazione danno corpo alla visione e alla realtà visiva con-e-nella fotografia.

La prospettiva, le composizioni geometriche, curve, scorci e frammenti, vengono composte attraverso una macchina amatoriale, come sarà la Leica, usata con flessibilità e versatilità. Fonda così l’uso, ora abituale e persino abusato, del piano verticale. Fotografa la vita urbana, le residenze universitarie, il centro di radiodiffusione e altri luoghi pubblici, interessandosi a tutte le forme d’arte -nei primi anni ’20 costruirà le sue costruzioni spaziali– .

Fotografia, scorcio, occhio e percezione

Scorciare significa mostrare il mondo con una riduzione drastica fra il primo piano e la profondità, accentuandone il disegno. Un gusto che si colloca fra stampa e cinematografia. Si spiega così anche l’uso del fotomontaggio.

Anche la figura umana viene indagata dallo scorcio, a partire dalla celebre serie dei Pionieri. Viene messa in discussione la nostra percezione, giocando con deformazioni di forme e proporzioni cui l’occhio non è abituato. Il richiamo a questi studi non può prescindere dal Cristo morto di Andrea Mantegna (Pinacoteca di Brera, 1475-78), come verrà ribadito dal fotografo stesso.

Rodčenko era convinto che, con il tempo, lo sguardo umano si sarebbe progressivamente abituato allo scorcio come norma percettiva. Ed effettivamente così è avvenuto. Si pensi alle foto scattate da fibrillanti adolescenti o dalle orde di turisti con i più agevoli e incorporati dispositivi fotografici degli ultimi giorni. Spesso il concetto di originalità attribuita all’esito finale viene a coincidere proprio con una “prospettiva dello scorcio” (verticale in particolare, perlopiù!), che potremmo ironicamente battezzare come la riuscita democratizzazione dell’esperienza del fotografo russo.

«Al giorno d’oggi le prospettive più interessanti sono “dall’alto in basso” [o viceversa], e su queste bisogna lavorare. Non so chi le abbia inventate, ma penso che esistano da molto tempo. Le voglio sostenere e divulgare a tal punto che la gente finisca per farle proprie».

Aleksandr Rodčenko photographyOcchio e cervello correggono la prospettiva degli scorci e tutte le deformazioni nel visibile, ripristinando sempre un punto di vista “corretto”. Questo, invece, non accade -perlomeno non automaticamente e in modo istantaneo- nella fotografia. Le forme e le figure vengono così percepite attraverso categorie generali, quali forma, struttura, ritmo, massa, fattura. In questo modo l’impressione della macchina, guidata dall’artista, s’imprime nella memoria. Si spinge a ottenere il più ampio raggio di angolazioni possibili per l’oggetto in raffigurazione.

 

Fotografia e composizione in Rodčenko

Dal 1928 il fotografo si occupò anche di disegno industriale, oltre che del circolo fotografico per designer, articolando il proprio corso di studi anche con una compiuta sezione didattica dedicata alle esercitazioni pratiche. Fra il programma si riportano: composizione, selezione del soggetto, studio dell’oggetto, fotografia da più punti di vista e con diverse luci, reportage, correzioni, sviluppo del positivo, ingrandimento. Il proposito poggiava principalmente sulla composizione, in quanto sistema carico di dettagli; sulla funzione socio-culturale e documentaria, in quanto fotografia-sguardo-partecipe; infine sulla sperimentazione continua di luci-ombre e ottica.

Aleksandr Rodčenko photography1

Un celebre esempio di sintesi dell’opera di Rodčenko sta nella celebre Scala: una donna porta in braccio un bambino sulla scalinata che collega la riva della Moscovita alla Cattedrale del Cristo Salvatore. Il forte contrasto trasforma le ombre sugli scalini in un simbolo visivo.

Le foto di Rodčenko sintetizzano varie forze ottiche e sperimentazioni artistiche in un’autentica e pregna relazione con la realtà circostante. Il tutto calibra pesi e misure fra pianificazione e caso.

Le indagini sulla città, sui cantieri, sulle attività delle persone si cristallizzano sul supporto con un’apparente limpidezza, composta in realtà da molteplici rifrazioni.

L’attenzione alla profondità dell’azione fotografica da parte del professore si riscontra leggendo alcuni temi dati ai suoi allievi per un’esercitazione: Abbasso la burocrazia! Abbasso l’alcolismo! Abbasso la prostituzione! Regime economico e Razionalizzazione. Inoltre l’osservazione della vita inseriva nel programma dell’esercitazione per gli allievi: fermate del tram, Zoo, mercato, ufficio di collocamento, entrata/uscita delle fabbriche, lavori all’aperto, vetrine, ufficio informazioni, università e altri luoghi di vita pubblica.

Con lo scorcio -ma non solo- il mondo viene ricostruito in un’acuta emozione, carica delle complessità che riguardano in toto la percezione umana, l’immagine fotografica definisce la complessa bellezza del circostante, soprattutto quotidiano, in un risultato terso e affascinante, quasi fosse colto da una mistica.

"Sensing vertebra by vertebra. Art is a vulnerable hunt."

Comments

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

error: Content is protected !!